La Piramide di Cambridge – Analisi tecnica della gara Teramo – Grosseto

Analizzare i singoli moduli non è mai facile vista la tendenza di molte squadre a cambiarli a gara in corso, o addirittura ad adattarli nelle due fasi di attacco e difesa a seconda delle necessità.

I tipi di modulo possono essere discriminati dal tipo di difesa adottata; la difesa infatti è il reparto storicamente più delicato e controverso che schiera i ruoli (portiere e difensori) più tradizionali anche se meno appariscenti e di differente interpretazione.

Le due formazioni schierano due moduli “classici”: il 3-5-2 toscano contro il 4-4-2 vivariniano.
In realtà, il modulo del Grosseto, nascondeva un più prudente 5-3-2 nella fase difensiva, trasformandosi in 3-5-2 nelle ripartenze.
Il nostro collaudato 4-4-2 se ti permette di fare più possesso palla, non ti permette di aprire le difese arcigne come potrebbe fare un 4-3-3 con delle ali rapide e pronte a saltare l’uomo per creare, dunque, superiorità numerica. Se a questo aggiungi che in area non hai un sellecchione come il loro attaccante, difficilmente la butti dentro.
Il 3-5-2 è uno schieramento alquanto versatile, che se impiegato bene può risultare impenetrabile nella fase difensiva e micidiale nella fase offensiva: grande importanza, in questo modulo, rivestono i cosiddetti “esterni” di centrocampo.
Occhio al Forlì che usa lo stesso modulo!!!
Vero è, come evidenziato, che il Grosseto, in fase difensiva, ha trasformato il modulo nel classico 5-3-2 (i più attenti avranno notato in alcuni frangenti di gara anche un 5-4-1), sistema di gioco piuttosto difensivista usato, ad esempio, nel 1982 da Bearzot ai Mondiali 82, ma anche da Van Gaal negli ultimi mondiali in Brasile.

Ma la vera chicca della giornata è stata rispolverare, sotto di 2-1, un modulo di antica memoria… il modulo “padre” di tutti gli schemi: la famosa, ma oramai dimenticata, “Piramide di Cambridge”: il 2-3-5
Questo schema, evoluzione del 2-2-6 scozzese (fu il Queen’s Park di Glasgow ad adottarlo per primo) e dell’1-1-8 inglese (nati a fine 19° secolo e di cui vi parlerò prossimamente) fu ideato nel prestigioso college Inglese a inizio 20° secolo e può considerarsi una formula rimasta fondamentale nella storia del calcio e alla quale vanno fatti risalire tutti gli schemi moderni.

La prima squadra di alto livello che applicò compiutamente il modulo della piramide fu il Blackburn Rovers, che lo utilizzò per la prima volta nel 1884 che arrivò a vincere cinque coppe d’Inghilterra tra gli anni Ottanta e Novanta dell’Ottocento. Sulla scorta di questi successi la tattica della piramide conobbe ininterrotta fortuna nelle isole britanniche e, di riflesso, nel mondo intero per oltre un trentennio, fino al 1926 circa…. Insomma dopo quasi 90 anni ci è stata riproposta, senza fortuna, domenica scorsa…

In Italia, la prima società calcistica è il Genoa, che, favorita dai maggiori contatti con gli inglesi, sarà la prima squadra a far propria la piramide di Cambridge, vincendo sei scudetti negli anni dei primi campionati storici.

In Sudamerica, la piramide sarà la disposizione favorita negli anni Venti e Trenta dall’Argentina ma soprattutto dall’Uruguay. Quando la squadra di Montevideo, rappresentante di una nazione poco conosciuta, sbarcò in Europa per le Olimpiadi del ’24 a Parigi, intorno a questi giocatori considerati esotici c’era curiosità e scetticismo. L’esordio, con un sonoro 7 – 0 rifilato alla Jugoslavia, fu a dir poco clamoroso.
A differenza degli anglosassoni, i palleggiatori dell’Uruguay non attaccavano con lunghi lanci a supportare il furore agonistico, ma scendevano scambiandosi il pallone, triangolando o – come si diceva “a parete”. Il capitano Nasazzi (“non lo passavano nemmeno i raggi X”, scrisse di lui Eduardo Galeano) e i suoi compagni Andrade (la “Maravilla Negra”, ex calzolaio, venditore di giornali e suonatore di violino, divenne il primo campione di colore ad incantare l’Europa), il potente Petrone, Cea e Scarone si guadagnarono a Parigi il titolo di maestri e la conferm

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *