Ascoli – Teramo 0-0 – L’influenza non sa scegliere…

Pareggio che accontenta solo l’Ascoli, grossa accozzaglia di grandi nomi ma senza gioco e senza idee guidati da uno dei peggiori allenatori della storia del calcio. Un incapace totale. Ma l’ascolano, in quanto tale, di più non merita.
Partita giocata ottimamente dai leoni biancorossi quasi tutti all’altezza di uno scontro di alta classifica.
In un ambiente ostile che da diversi lustri poggia le basi sul glorioso passato ma da un presente che solo grazie ai soldi continua a dire la sua abbiamo fornito una lezione di calcio e tattica a 360° gradi… dal canto nostro tanto hanno pesato le assenze di Donnarumma e Brugaletta mal sostituiti da un Bucchi in evidente affanno post sfogliatelle e da un penoso Diakitè il quale, miracolosamente e inspiegabilmente scampato a qualsiasi malanno di stagione, appena viene chiamato al salto di qualità fa due salti mortali carpiati all’indietro. Giocatore che negli ultimi tempi sembrava aver trovato un minimo di concretezza ma che alla prova del nove, in una gara di alta classifica, contro un avversario che annovera tra le proprie fila giocatori di un certo spessore, torna ad essere il mediocre centrale dannoso e inutile che conosciamo tutti.
Il doppio giallo odierno (anche se il secondo non c’era) in una gara gestita senza grossi affanni, tutto sommato senza eccessivo agonismo (come quella di Pistoia), dimostra in maniera lampante inadeguatezza di questo centrale che a mio avviso starebbe bene in Tribuna…
Nonostante tutto, in perfetta umiltà, abbiamo fatto capire ai chiacchieroni marchigiani che l’organizzazione e la competenza contano molto più dei soldi.
La gara è stata ben gestita a parte i minuti iniziali dei due tempi dove la spinta della squadra di casa chiamata a vincere per dare un forte segnale (che non c’è stato) alle inseguitrici ci ha messo in difficoltà per il resto la cosiddetta “corazzata” è stata controllata abbastanza bene.
Il rammarico è forte perché ad un certo punto della gara avevamo la partita in mano, eravamo più tonici e stavamo lentamente prendendo il sopravvento sia nel gioco che nelle occasioni. Una situazione ottimale che è stata bruscamente interrotta dalla solita “perla” del sostituto di Brugaletta… avevamo l’adrenalina a mille, la sensazione era quella che il gol sarebbe potuto arrivare da un momento all’altro. Si respirava in campo, si respirava sugli spalti dove il nostro tifo stava crescendo di qualità e di intensità. Peccato.
Per quanto riguarda i singoli nota di merito ancora una volta per Tonti decisivo in almeno tre occasioni dove il portierone biancorosso è stato capace di chiudere la saracinesca in maniera miracolosa. Anche oggi ha saputo regalaci l’ennesima uscita spericolata a tacchetti spianati e piantati in maniera decisa nei coglioni dell’attaccante ascolano lanciato a rete. Momenti di profonda tenerezza. Overdose di goduria. Grandissimo
Non vogliamo inotre dimenticare l’altro coglione sforacchiato, quello col fischietto, un disonesto che nel secondo tempo ha fatto di tutto per consentire alla presunta “corazzata” di vincere la gara… espulsione forzata e decisioni mirate al posto giusto e nel momento giusto stavano per regalare i tre punti a chi ne meritava zero. Fottuto anche lui dalla estrema compattezza della vera “corazzata”… quella biancorossa.

Detto ciò… sotto con il Pisa, raddrizziamo la Torre che la salvezza è sempre più vicina.
Orgoglioso dei miei giocatori
Orgoglioso dei miei colori
Orgoglioso della mia società
Orgoglioso dei miei 500 tifosi al seguito e di quelli che hanno sofferto davanti al PC
Orgoglioso dei miei anni di sola C ma conquistata solo sul campo
Orgoglioso di essere il TERAMO CALCIO 1913 senza Picchi, senza Delfini e senza Virtus

TUTTI UNITI NON AVREMO LIMITI….
FORZA MAGICO TERAMO
FORZA VECCHIO CUORE BIANCOROSSO

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