La difesa del Teramo nel girone di andata… dal 4-4-2 al 5-3-2. – L’analisi tecnica di mister Van Zaal e il suo tattico (o mannibbale?)

Premettendo che quello che a noi interessa realmente è vedere sempre e solo 11 leoni che lottano in campo e che incarnano lo spirito del Vecchio Diavolo, seguono alcune riflessioni sulla difesa del Teramo nel girone d’andata. Anche noi dobbiamo divertirci!

Nel girone di andata, il Teramo ha subito 19 goal in 19 partite, risultando la sesta miglior difesa del torneo (sesta su venti squadre). Dei 19 goal presi, vanno registrati i 13 goal (quasi il 70%) beccati da squadre toscane (che comunque compongono il 40% delle squadre del girone).

La distribuzione dei 19 goal presi nel girone d’andata è interessantissima, e forse nasconde il segreto del successo del nostro Teramo.

Noi consideriamo la partita San Marino – Teramo, tenuta il 9 novembre 2014 (e finita 1-2 a favore dei biancorossi – soffertissima – per la cronaca) una sorta di spartiacque o crocevia della storia del girone d’andata.

Prima di quella partita, il Teramo subisce 16 goal in 11 partite, con una media di quasi un goal e mezzo a partita. Dopo San Marino – Teramo e sino alla fine del girone di andata (Ascoli – Teramo), il Teramo subisce 3 goal in 8 partite, con una media di meno di 0.4 goal a partita.

Se ci attenessimo esclusivamente e freddamente alle statistiche, dovremmo invece sottolineare che nella ultima parte del girone di andata il Teramo ha fatto un filotto di nove risultati utili consecutivi. In realtà a noi sembra importante sottolineare la svolta avvenuta nella partita San Marino – Teramo, quindi riteniamo che sia importante analizzare quello che è successo nelle ultime otto partite del girone di andata.

Cosa è successo il 9 Novembre in San Marino – Teramo?

Facciamo prima un pò di storia.

Sino alla sciagurata trasferta di Pistoia (26 ottobre 2014), in cui incassiamo ben 4 ceci in un secondo tempo rocambolesco (si ricordi l’espulsione di Diakitè), il Teramo adotta il classico 4-4-2 “vivariniano”. Ma la difesa “balla”, malgrado gli sforzi e la maestria del “ministro” Ivan Speranza. Un calciatore in particolare, schierato fuori ruolo, non fornisce garanzie nella posizione di laterale difensivo (terzino) sinistro.

Nella successiva partita in casa con la Pro Piacenza, la performance difensiva lascia ancora a desiderare: un banale errore del calciatore di cui sopra regala il goal (e il pareggio) agli avversari. Ricordate i famosi “mugugni” della tribuna e i fischi durante la sostituzione? Invitiamo tutti a rileggersi il report della partita (due risate sono garantite).

Nella trasferta di San Marino, il Mister Vivarini propone in modo deciso un cambio tattico, schierando il 5-3-2 con il giocatore in questione centrale di difesa, lato sinistro, ruolo da lui prediletto. (Nota prima di continuare: noi chiamiamo “5-3-2” lo schema che nelle cronache è noto come “3-5-2”; dipende dal punto di vista. Visto che si parla di difesa, noi preferiamo chiamarlo 5-3-2; per non destare equivoci, si tratta del modulo con il quale ha vinto degli scudetti la Juventus di Mister Lippi e di Mister Conte, ecc.)

Da allora le cronache biancorosse raccontano di una difesa che incassa solo 3 goal (uno a San Marino, due a Pontedera, ma comunque si tratta di due vittorie) in otto partite, portandosi seconda in classifica (ovviamente anche l’attacco ha contribuito in modo decisivo, ma è un’latra storia) e raccogliendo un preziosissimo pareggio a reti involate nella trasferta di Ascoli, la squadra accreditata come “ammazza-girone” (???).

Viene prima l’uovo o la gallina? Ci chiediamo: è stato il 5-3-2 la reale causa del miglioramento dei Biancorossi o è stata la crescita generale di tutta la squadra (e di alcune individualità in particolare) che ha portato dei risultati che magari sarebbero venuti anche continuando con il 4-4-2? Ad esempio, è innegabile che oltre al miglioramento di Perrotta, abbiamo visto negli ultimi due mesi una esplosione di grinta e determinazione nel nostro portiere Alessandro Tonti, piacevole da vedere. Diakitè ha purtroppo

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