Teramo-Ascoli 2-2 – tanto già lo so che l’anno prossimo gioco di Sabato…

Raccontiamo di una festa, la nostra festa. Quasi novemila spettatori, tutti di fede biancorossa, è stato il giusto atto finale di una cavalcata meravigliosa vissuta con il massimo dell’intensità da una intera città
Basi eccellenti per continuare a scrivere importanti pagine di storia.

L’oBiettivo dichiarato era quello di trasformare un scontro diretto da infarto, decisivo per la B, in una passerella per noi vincitori e la madre di tutte le umiliazioni per i perdenti.
La prima c’è stata, bella ed emozionante, la seconda non si è ritenuto opportuno farla a causa della forzata assenza della tifoseria ospite.
In un contesto del genere è parso un atto dovuto l’indifferenza per i giocatori, per quell’asino dell’allenatore e per tutto lo staff dirigenziale ascolano…..piccoli uomini che hanno sempre dimostrato arroganza e mancanza di rispetto nei nostri confronti. Ma Teramo non è Ascoli….per fortuna e questa decisione rappresenta l’ennesima dimostrazione che questa piazza non è da meno della sua fantastica squadra.

D’altronde avevamo già lasciato il segno da diverse settimane, la mazzata è stata netta e devastante, tanto da procurare stati di allucinazione di estrema gravità. La mistica visione della faccia di Costantino Rozzi su una parete innevata della montagna ascolana durante il derby con l’ Ancona, è un chiaro sintomo di un malessere generale difficilmente sanabile nel breve periodo.

La partita è stata come l’ultima tappa del giro d’Italia, perfettamente inutile.
Come sugli spalti anche in campo si è voluta evitare all’avversario l’umiliazione…..personalmente ne prendo atto anche se per la cornice di pubblico una partita vera, combattuta e gagliarda forse poteva starci.

Teramo schierato con alcune seconde linee e i titolarissimi Scipioni, Di Paolantonio, Tonti e Di Matteo in panchina.
L’Ascoli a causa del proibitivo impegno dei play-off in formazione LARGAMENTE rimaneggiata…imbottito di umili operai del pallone che nel loro “piccolo” garantiscono un tasso tecnico al pari (o forse anche superiore) sia della Reggiana che del Pisa.
Ma è noto che se uno non paga i debiti può tranquillamente investire sulla rosa…..anche quella dei panchinari

Pronti, via… e si parte subito con l’affondo perentorio del grande Lapadula… inspiegabile e sbagliatissimo gesto di sottomissione del folletto biancorosso che piegandosi sulle ginocchia, armato di “brillocco” (altro gravissimo errore), fa partire una stilettante proposta di matrimonio per pochi intimi… la bellissima “prescelta” accetta di buon grado con lo stadio tutto in piedi ad applaudire l’ennesimo “centro” del bomber biancorosso.
E tutti vissero felici e contenti…

Ovviamente la settimana passata a fare a bicchieri un giorno si… e l’altro pure contribuisce ad un inizio gara da incubo, quaranta minuti giocati dai biancorossi in evidente stato di ebbrezza… ovviamente l’ascoli degli” umili operai del pallone” e dei “modestissimi panchinari” ne approfitta e piazza la doppietta.
A quel punto la vincitrice del girone B, smaltita la sbornia, dichiara terminata la condizione di “festa & fiera” ed inizia a giocare come sa…..e si vede…gol di Donnarumma sul finire del primo tempo e un secondo tempo cazzuto, quarantacinque minuti a senso unico, gol del pareggio da manuale del calcio su meravigliosa triangolazione dei nostri bomber, diverse occasioni da gol e rigore parato dal “modestissimo” dodicesimo ascolano.

Al fischio finale inizia la festa… prima in campo e poi per le vie del centro.
Spettacolo meraviglioso, emozioni forti da conservare gelosamente

FORZA TERAMO
FORZA VECCHIO CUORE BIANCOROSSO

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