Vivo, morto o X (oppure Y) – O m’arfaccie o m’affonne

Siamo oramai all’epilogo… tra poche ore si deciderà il nostro futuro sportivo.
Veri giudici (si spera) saranno chiamati a sentenziare la vita o la morte sportiva dell’uomo di sport Luciano Campitelli, della Teramo calcio e di tutti quei benefici, soprattutto economici, che la strameritata promozione in serie B del capoluogo avrebbe potuto regalare all’intero territorio provinciale.
La decisione sarà estremamente difficile, molto più difficile di quanto si possa immaginare… più è piccolo l’agnello sacrificale più il danno potrebbe rivelarsi devastante.
Ed è per questo che auspichiamo la presenza di un collegio giudicante consapevole della decisione che andrà ad assumere.
Giocare con i futuro delle persone, gli investimenti di una società, l’economia di un territorio e i sentimenti autentici della gente non può essere un esercizio svolto con leggerezza. Le condanne senza appello vanno inflitte laddove c’è evidenza “senza ombra di dubbio” del reato contestato. Sulla base di sensazioni e per compiacere l’amico dell’amico può essere concesso un biglietto di tribuna…. può essere scelto libro o un gusto di gelato….ma non può e non deve essere eseguita una condanna a morte….seppure in ambito sportivo.
La promozione in serie B della Teramo calcio non si è decisa in quel di Savona… partita assolutamente regolare sotto ogni punto di vista……la splendida favola del Teramo targato Campitelli nasce da un progetto serio ed onesto a lungo termine che ha prodotto un miracolo sportivo senza precedenti almeno in Italia.
Lavoro duro, programmazione ed estrema competenza sono gli ingredienti principali di tanti anni di successi, certificati da vittorie pulite sul campo sempre nel rispetto dell’avversario e delle regole dello sport.
Noi teramani non abbiamo avuto bisogno dell’avvento improvviso di un qualsiasi Zio Tom d’importazione per fare calcio, come si usa adesso con troppa leggerezza in Italia, ma abbiamo saputo coinvolgere una risorsa economica ed imprenditoriale del nostro territorio.
Gli errori commessi dalla precedente gestione, sempre rigorosamente locale, li abbiamo pagati con la umile quanto dolorosa ripartenza dal campionato regionale di Promozione, il livello più basso del calcio…..ma è stata una precisa scelta della piazza…..al contrario di altri non abbiamo accettato di cancellare la nostra storia e svendere la nostra dignità per conservare una misera categoria con un fallimento pilotato, abbiamo opportunamente schifato tutti gli strumenti che il calcio malato, lo stesso che oggi prova a metterci alla gogna, regala ad affaristi e faccendieri del pallone.
Avremmo potuto rubare titoli sportivi a società limitrofe o modificare stemma e nome…..la rinascita sarebbe stata molto più veloce e certamente molto meno dolorosa sotto l’aspetto economico….ma non lo abbiamo fatto…non è nelle nostre corde cercare scorciatoie a discapito di altri, siamo ripartiti orgogliosamente dalla cenere fino ad arrivare alle soglie del paradiso….quel paradiso che adesso ci volete scippare in nome di cosa, dopo ben due mesi e mezzo, non lo abbiamo ancora capito (e forse non lo avete capito nemmeno voi).
Comprendiamo che l’attuale mondo del calcio, quello minato nella sua integrità morale dalle “malefatte” di Teramo e Savona, accetti di buon grado di importare capitali freschi da oltre oceano…d’altronde un po’ “di grasso che cola” anche se antiestetico va sempre bene… il fatto che poi insieme ai capitali ci troviamo ad importare ignoranza, nanismo, bruttezza, slealtà e meschinità poco importa.
La vittoria a qualunque costo è il nuovo motto e val bene dieci, cento, mille infamie… anche lavorare sottotraccia minando il terreno per gambizzare l’avversario in evidente difficoltà diventa pratica lecita e supinamente accettata in nome e per conto degli alti vertici calcistici.
Ma il calcio nostrano per tornare a competere in Europa e nel mondo è questo quello che vuole…….lo ha dimostrato in maniera più che lampante, l

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