TERAMO – savona 2-1 – BENTORNATO VECCHIO CUORE BIANCOROSSO

Finalmente si gioca.
I giudici supremi, quelli ai quali ad ogni estate è affidato l’ingrato compito di modellare i campionati sulla base di parametri puramente economici, hanno finalmente consentito alla Teramo Calcio 1913, ovvero il “male assoluto” del calcio italiano di scendere nuovamente in campo.
Dopo aver espiato tutte le colpe possibili ed immaginabili anche il nostro turno è arrivato.
Ma lo psicodramma collettivo non poteva che trovare il suo giusto epilogo nell’ immeritatissimo e beffardo Teramo-Savona alla prima (effettiva) di un campionato di lega pro che non ci appartiene ma che, a dispetto del mondo intero, sarebbe opportuno stravincere per tutta una serie di motivi.
Ma giustamente dopo una estate passata “in allegria” non poteva mancare l’ultimo schiaffo del destino; l’ennesima sberla di una annata sportiva sotto certi aspetti da dimenticare, ma per certi altri da provare a custodire gelosamente tra i ricordi più belli di sempre.
Un paradosso insopportabile per chiunque ma non certo per la tifoseria biancorossa, l’unica al mondo capace di gestire con eleganza e signorilità sia le sofferenze fisiche che le situazioni estreme.
Non sarà facile ma se riuscissimo nell’impresa di incanalare nel verso giusto tutta quella “galletta” che ognuno di noi porta dignitosamente in corpo, la vittoria del campionato potrebbe essere una tranquilla passeggiata di salute.
Da quello che si è visto oggi le condizioni sembrano esserci.
Prima fra tutte la meravigliosa riposta della nostra gente, una dimostrazione di affetto commovente.
Più di duemila persone con il cuore ancora in frantumi, in un piovoso sabato pomeriggio, in un orario a dir poco assurdo, hanno tributato una autentica ovazione alla squadra schierata al centro del campo.
Un segnale forte, una carica speciale ad esclusivo uso e consumo di chi sarà chiamato ad onorare i nostri colori in una delle stagioni più difficili di sempre.
E la squadra potrebbe rispondere alla grande, essendo, almeno nella rosa, molto più completa di quella della passata stagione.
La prima vittoria di questa nuova avventura è arrivata meritatissima e molto più netta di quello che il misero 2 a1 finale potrebbe lasciare intendere.
Savona nettamente inferiore, schiacciato dalla bellezza del nostro gioco e dominato per tutti e novanta i minuti.
Da parte nostra, nonostante un ritmo partita ancora da mettere a punto e l’oggettiva difficoltà di aver dovuto fare i conti con un arbitro incapace ed arrogante, che avrebbe meritato una buona dozzina di calci nel culo, è netta la sensazione di avere a disposizione dei giocatori di primissimo livello. Alcuni un vero lusso per questa categoria.
I “senatori” non sono una scoperta, hanno confermato anche oggi e confermeranno in futuro tutto il loro valore sia di calciatori che di uomini. Per professionisti del calibro di Capitan Speranza, Alessandro Tonti, Diego Cenciarelli, Stefano Amadio, Scipioni, Di Paolantonio, Caidi, mister Vivarini ed gli altri della vecchia guardia c’è veramente molto poco da dire e da scoprire, solo un grazie per aver scelto di riprovare a scrivere una nuova esaltante pagina della nostra centenaria storia, considerando che quella scritta nella passata stagione, con il sudore della fronte, per alcuni, inquisitori e sciacalli, non è apparsa sufficientemente credibile.
In merito ai “nuovi” ottimo impatto per Da Silva, veramente forte, gol a parte realizzato grazie ad una bellissima azione di Petrella, giocate di assoluto livello.
Di spessore anche la prestazione di Altobello, ottimo centrale difensivo, una spalla ideale per il nostro Ministro della Difesa. Sul bellissimo gol realizzato in due marcatori hanno provato ad ancorarlo a terra… fatica sprecata… trascinati in aria anche loro e impatto preciso con la palla. Gran gol.
Decisamente meno bene D’Orazio palesemente fuori condizione, ma il giocatore c’è; se non altro per quanto fatto di positivo nella stagione passata ad Ancona.
Nessun pregiudizio da parte

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