Prato – Teramo 0-0 – La fiammella…

Nulla da recriminare… accontentiamoci del punto salvezza… prendiamo per buone le giustificazioni che dicono come “in un campo del genere era impossibile fare meglio…” infatti ad Aprilia così come a Savona con un terreno in perfette condizioni la musica è stata nettamente diversa… gli avversari hanno fatto gol.
Due squadre che si sono praticamente annullate e nel nulla più assoluto anche oggi siamo riusciti a soccombere nel computo delle occasioni da rete….gli altri ne hanno avute poche, ma quelle poche da brividi dietro la schiena… noi nemmeno poche… praticamente zero… se poi vogliamo chiamare occasioni una ciabattata dal limite dell’area di Cenciarelli e almeno sette mancati tiri in porta… accomodiamoci pure.
Una partita per essere raccontata deve suscitare emozioni, non necessariamente positive… una squadra per essere amata deve essere portatrice sana di adrenalina indipendentemente dalle vittorie o dalle sconfitte… un gruppo per essere ricordato deve aver lasciato sul campo tutto quello che ha, non necessariamente il meglio… anche solo sangue e sudore.
Prerogative fondamentali che quest’anno appartengono veramente ad una piccola e sparuta rappresentanza… quei cinque o sei giocatori che le emozioni le hanno sapute regalare in quantità industriale lo scorso anno e che oggi faticano a riproporre… per loro colpe ma anche per la scarsa consistenza dei tanti modesti, anonimi e svogliati operai del pallone arrivati quest’anno che faticano non poco a reggere il passo di chi pur tra mille impedimenti avrebbe tanta voglia di rivalsa…. penso a Capitan Speranza, uno dei giocatori più forti in assoluto transitati a Teramo negli ultimi 102 anni… penso a Di Paolantonio, un teramano incazzato come noi… ad Alessandro Tonti, uno che comunque la faccia l’ha sempre messa e la continua a mettere indipendentemente dal risultato finale o dalla bontà della prestazione… così come penso a Mister Vivarini, anche lui non esente da colpe, ma che rimane pur sempre un validissimo allenatore destinato a lasciare Teramo a fine stagione… e a tutti gli altri reduci di quella straordinaria ed irripetibile cavalcata.
Un capitale umano e tecnico di primissimo valore svilito in una annata balorda e da memorabili errori in fase di calciomercato… errori forse condizionati da eventi eccezionali ma non per questo tutti giustificabili.
Oramai il campionato in ottica salvezza sembra archiviato, pochissimi sono i punti che mancano alla “tranquillità” un obiettivo che rappresenta il massimo dei traguardi raggiungibili da accettare in tutta serenità per un contesto che deve solo ritrovare in ambito societario lucidità, competenza e capacità di scegliere le persone giuste al posto giusto… e sugli spalti equilibrio, umiltà ed un rinnovato entusiasmo.
Quell’entusiasmo popolare che sull’onda lunga dello scorso anno stava viaggiando discretamente ma che partite come quella di Aprilia oppure come quella Prato (per limitarci alle ultime settimane) rischiano di smorzare definitivamente… una sciagura che non possiamo e non dobbiamo permettere… il patrimonio inestimabile della B sono riusciti a portarcelo via con l’inganno, approfittando delle nostre debolezze… l’entusiasmo della gente , quello ancora vivo perché realmente vissuto in un delirio collettivo, è un capitale da proteggere… costi quel che costi…
La nuova e si spera ultima “missione” da affidare a questi mestieranti del pallone dovrà essere quella di evitare lo spegnimento di questa fiammella di passione che nonostante tutto continua bruciare in città.
Non chiediamo null’altro se non evitare oltre al danno anche la beffa… le possibilità ci sono, il campionato è ancora in grado di offrire momenti importanti. Ci sono partite che per Teramo rappresentano qualcosa e chiediamo in tutta serenità a chi ha l’onere e l’onore di indossare la nostra preziosa maglia, di raccogliere quelle pochissime forze a disposizione e regalare in “zona cesarini” qualche

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