Teramo – Carrarese 0-0 – Che barba che noia… che noia che barba!

Erano esattamente ventuno anni che non mi potevo permettere di andare a pisciare durante una partita del mio Teramo, ieri l’ho fatto… segnale inquietante ma che mi sembrava giusto riportare in tutta la sua amara atrocità.
Per il racconto della partita non mi sembra il caso di dover riproporre quanto scritto nei precedenti Report ma alcune annotazioni vanno fatte.
Si parla tanto di sfortuna per i legni colpiti… in effetti fortunatissimi non lo siamo mai stati… però è anche vero che non puoi incazzarti più di tanto se i due legni li colpisci su un totale di tre tiri in ben 93 minuti.
Puoi bestemmiare tutti i santi se due legni li colpisci con almeno dieci tiri in porta ma allo stato attuale delle cose recriminare significa pretendere di avere una media “tiri/realizzazioni” pari a quella di una delle migliori squadre d’Europa. Due gol con tre tiri in porta li possono pretendere a Madrid non certo noi…
Capitolo Forte: il ragazzo non va, non ci vuole un mago del calcio per capirlo, lento, impacciato, molliccio, sempre nel posto sbagliato nel momento sbagliato, autore di due ciabattate degne di uno “Scapoli vs Ammogliati” d’altri tempi… ma corre lotta suda e si impegna e i fischi fanno male e tutto sommato nemmeno li merita… qualche vaffanculo potrebbe anche essere lecito… ma la gogna no.
In questo momento non ci possiamo permettere di perdere nessuno… nemmeno Forte… la salvezza è a pochi punti ma ancora tutti da conquistare e perdere pedine, sia pure solo sotto l’aspetto motivazionale, potrebbe essere letale.
Ribadisco che Moreo non è migliore in assoluto ma sicuramente potrebbe giocare con un atteggiamento mentale diverso rispetto a chi, arrivato tra mille aspettative, sta accusando la pressione di una piazza ingallettata e disposta a perdonare poco o nulla.
Capitolo Petrella… o non avete capito o fate finta di non capire… Mirco Petrella è un buon giocatore che per sua natura non può e non deve essere schierato dall’inizio per tutta una serie di motivi… uno su tutti perché per il ruolo che ricopre i novanta minuti non li potrà mai reggere e da titolare verrebbe facilmente disinnescato a forza di mazzate nel giro di pochissimi minuti.
Il “Fattore Petrella” tanto invocato può essere devastante a partita in corso, dove è già ampiamente dimostrato che la sua esplosiva velocità riesce, novantanove volte su cento, ad avere gioco facile di uno schieramento avversario stanco e non pronto alle sue improvvise accelerazioni. Evitiamo polemiche del cazzo laddove non esistono.
Manteniamo la calma che l’annata è una di quelle particolari… dove nulla è come sembra… tutto viaggia al contrario, anche la categoria di appartenenza.
Ultima considerazione sul Capitano Ivan Speranza… da sempre il migliore in campo, uno dei più forti ed efficaci centrali difensivi della nostra storia (almeno a mia memoria… che purtroppo non arriva nemmeno all’altro ieri).
Personalmente non mi avventuro mai in sperticate lodi per il singolo giocatore, non lo ritengo corretto perché parliamo sempre di lavoratori del pallone condizionati nelle scelte più dai soldi che dalla maglia… ma di fronte a certi giganti esempio di correttezza, umiltà, qualità e dedizione alla causa non si può rimanere insensibili.
Giocatore di una tecnica e di una eleganza degna dei migliori palcoscenici calcistici rappresenta l’esempio lampante del perché il sottoscritto quando sente affermare che alcuni titolari della splendida cavalcata hanno perso smalto a causa della “mancata B” si incazza come una bestia.
Ivan Speranza l’ha persa come tutti… ma lui è così, in C come in B… un immenso giocatore, forse l’unico di quelli rimasti ad avere le carte in regola per recriminare seriamente il mancato e meritatissimo salto di categoria… eppure nessun contraccolpo psicologico… ieri come oggi è sempre bello ed emozionante vederlo giocare.
Le qualità tecniche e umane, quando sono frutto del proprio essere e non dipendono da un collettivo,

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