Vendesi… – Camill Bill Capill presente!

In merito alle notizie apparse sugli organi di stampa relative ad una possibile cessione del titolo sportivo del San Nicolò Teramo Calcio a favore del pluri fallito Giulianova (già Cologna Paese), lo Staff dei Vecchi Pivieri intende manifestare tutto il proprio sdegno per una operazione disgustosa sotto ogni profilo.
Comprendiamo benissimo che per chi fa calcio senza un minimo di passione e di spirito di appartenenza certe operazioni rientrano tranquillamente in contesto puramente commerciale ma vogliamo far notare che il calcio, almeno da queste parti, “tra i due fiumi”, ci piace pensarlo espressione indissolubile del nostro territorio.
Per quanto ci riguarda, pur consapevoli di trovarci di fronte ad una lecita, seppur ignobile, operazione economica vogliamo portare a conoscenza di tutti il disgusto nostro e di una intera tifoseria per questo innaturale accoppiamento che sembra materializzarsi all’orizzonte.
Una realtà calcistica di quartiere come il San Nicolò Calcio TERAMO, che ha costruito buona parte dei suoi brillanti risultati grazie al tessuto imprenditoriale cittadino, non può e non deve essere oggetto di alcuna squallida compravendita a disposizione del miglior offerente… meno che meno a uso e consumo di chi fa dei fallimenti e della successiva razzìa di titoli sportivi una discutibile scelta di vita…ma soprattutto non vogliamo dimenticare che questa bella favola è diventata tale anche per i robusti interventi della collettività teramana attraverso la costosissima ristrutturazione del campo sportivo Dino Besso, un impianto di tutto rispetto che fino a poco tempo fa….ahinoi….. nemmeno la Teramo Calcio, unica squadra professionistica della Provincia, poteva vantare……un privilegio esclusivo che ha consentito a lu “Camill bill capill” dell’Alto Tordino notevoli risparmi sull’affitto del Bonolis… un “regalo” decisivo per il salto di qualità… puntualmente avvenuto.
Sono troppe le situazioni poco chiare di questa buffonata… una su tutte è che facciamo una fatica tremenda nel comprendere come un modesto venditore di utilitarie (quindi nemmeno auto di gran lusso) possa improvvisamente diventare il tanto atteso “magnate salva popolo ” in un contesto, come quello del calcio, dove fanno enorme fatica anche fior di imprenditori, industriali con diverse tonnellate di contro-cazzi appesi, solide aziende alle spalle e fatturati a sei zeri.
Per noi la dignità, il rispetto per la nostra storia, per la maglia e per il nostro territorio vanno ben oltre il semplice risultato sportivo o la categoria di appartenenza…da altre parti purtroppo non è cosi e come in un film già visto, constatiamo che a certe latitudini marinare al peggio non c’è mai fine e che la merda continua ad avere il dolce sapore della cioccolata.
Comunque sia, di fronte a tali scenari, non possiamo far altro che ricordare, con estremo orgoglio, la battaglia portata avanti dalla tifoseria biancorossa in maniera compatta e decisa quando, di fronte ad un fallimento, PRETESE (ED OTTENNE) dalla nuova dirigenza di ripartire dal gradino più basso del calcio provinciale nonostante le sirene del “soliti noti” che anche in quella occasione, da perfetti sciacalli, si materializzarono pronti ad approfittare della evidente situazione di difficoltà…
Una decisione difficile da parte nostra ma rivelatasi estremamente appagante. Un sacrificio che ci ha portato con estremo orgoglio, nel giro di pochi anni, da epiche battaglie sui polverosi campi dalla Promozione Regionale (condite da grosse e grasse prese per culo) alla conquista di una meritatissima Serie B.
Scelte coraggiose ma proprio per questo estremamente significative, che aiutano, semmai ce ne fosse bisogno, ad evidenziare, marchiandole e fuoco, le sostanziali differenze tra una GRANDE TIFOSERIA e una piccola, piccolissima piazza di beduini, condannata a morte dalla storia, dalla palese incapacità di costruire un progetto vincente, dalla mancanza di spina dorsale e dalla sfrenata voglia di tornare

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