Forlivese vs Teramo 0-2 – Tra tifo, umidità e libagioni…

La trasferta di Forli accoglie il manipolo di intrepidi Teramani al seguito con tassi di umidità prossimi al 98% che si tramuteranno in pioggia battente nell’arco dei primi “gloriosi” 45 minuti di gioco.
Impossibile non ammirare, quando si approccia il Morganti, i diciassette e passa campi di allenamento che precedono lo stadio… una traversata infinita in un vero impianto pensato per il calcio e lo sport in generale. Lo stadio in sè non sarà il massimo della vita… ma per il resto prendere nota non fa male.
Invece una nota di amarezza sulla presenza esigua, data la posta in palio, non può non essere buttata là. L’attaccamento ai nostri colori va mostrato soprattutto nelle situazioni difficili come queste. Situazioni che non hanno il richiamo emotivo che può avere un Riviera delle Palme o un Tardini o un’acqua alta a Venezia, ma che tracciano un solco netto tra il baratro e la salvezza. Al contrario, e chiusa la breve nota polemica, non si possono non encomiare i soliti fedelissimi al seguito, incuranti delle mode e della classifica, pronti ad organizzarsi cooperativamente con mezzi privati. Le loro libagioni, anche quando si presentano nella forma di stozze, fanno mediamente impallidire i fighetti di masterchef.
A Forlì era fondamentale non perdere e il Teramo torna a casa con tre punti, quindi soddisfazione massima per il risultato e per una classifica che da piccoli ma sensibili segni di miglioramento.
Il primo goal arriva grazie a quella che può definirsi una sana culata (una volta tanto eh che cazzo…) ma va comunque lodato Bulevardi per averci provato e per aver ricordato a tutti, se mai ce ne fosse bisogno, che per fare goal bisogna crederci e bisogna avere cattiveria agonistica e galletta. Quindi grazie a Bulevardi ma grazie anche al giovane portiere della Forlivese per un inaspettato ma graditissmo regalo…. un infortunio puó succedere combà, nen ci penzà, meglio che sia successo con noi… ti rifarai ! Love & sincera simpatia!
Portiere della Forlivese che una quindicina di minuti dopo si vede arrivare, questa volta del tutto incolpevole, un missile terra-aria di Carraro tanto bello quanto violento e preciso. Di goal cosi non ne vedevamo da secoli e per la seconda volta (che esplosione di emozioni!!!!!) torniamo sulla novità di giornata: se vu segnà tià tirà.
Sullo 0-2 comincia la vera partita del Teramo. La logica vorrebbe una partita di controllo condita da contropiedi (“le ripartenze”) per chiuderla per bene sta cazzo di partita e mettere la testa alla Maceratese. Invece non è cosi. La Forlivese, come è giusto che sia, si butta davanti a testa bassa con folate rabbiose e il nostro baricentro si abbassa. Si soffre e molto e sugli spalti si sacramenta perché la sensazione di pericolo è sempre costante. Carraro è l’uomo d’ordine del nostro centrocampo. Garantisce quella geometria, lucidità e semplicità che serve (ci toccherà pregargli la salute da qui in avanti) ma i tre davanti non riescono mai a ripartire in modo incisivo. Non pungiamo e non facciamo male come sarebbe opportuno per mettere in sicurezza le nostre coronarie.
Le valutazioni tecniche spettano ad altri, non di certo a noi, ma da tifosi del “bar dello sport” non possiamo non rilevare che qualcuno li davanti andrebbe fatto rifiatar per consentirgli di fare quella differenza che tutti si aspettano e che di fatto è nelle corde. Sempre dal nostro “bar dello sport” vediamo uomini in campo “fuori ruolo”…. comunque nessuna paura: noi lo abbiamo capito da un pezzo che si tratta di una stagione strana e di sofferenza pura. Noi siamo rientrati da Marte sul pianeta Terra già da un bel pezzo.
Soffriamo e il nostro portiere salva la situazione in modo prodigioso in almeno tre occasioni. Rossi sta crescendo di partita in partita (a Reggiana abbiamo visto che alche il suo secondo da discrete garanzie) e sembra un buon elemento su cui puntare per il futuro. La nostra permanenza nella terza categoria passerà anche dal cambio di passo che sarà necessario far

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