Teramo – Fano = 2-1 – Con la passione non si scherza…

La partita era di quelle decisive. Tre punti fondamentali da conquistare con qualsiasi mezzo.
Missione compiuta. Con le mani e con i piedi come si addice ad una squadra giovane che si deve salvare. Con una prestazione in linea con le ultime casalinghe, ovvero molto mediocre.
Fortuna ha voluto che dall’altra parte c’era il nulla o quasi e nonostante tutto hai tremendamente faticato a vincere. Un lampo nel buio ci ha regalato i tre punti
Abbiamo la piena consapevolezza che non sarà una passeggiata, alla lotta siamo pronti e perfettamente abituati.
Quello a cui non siamo pronti e perfettamente abituati è il farci prendere per il culo, vorremmo metterlo subito in chiaro. Non pretendiamo nulla. Ribadiamo fino allo sfinimento che i grandi nomi non ci appartengono e proveremo a sostenere questi ragazzi fino all’ultimo filo di voce.
Ma senza voler entrare nel merito delle scelte tecniche, riteniamo di aver colto alcune situazioni decisamente poco chiare sotto l’aspetto della conduzione tecnica.
In un contesto di rosa qualitativamente livellata verso l’alto (che non siamo noi) è chiaro che l’allenatore può e deve lavorare su un progetto tecnico adeguando i giocatori e moduli alla propria idea di calcio. In passato ci siamo trovati di fronte a scelte che hanno diviso la piazza. Scelte non condivisibili ma perfettamente legittime.
Oggi lo scenario appare molto diverso. La rosa è stata assemblata con un budget estremamente ridotto. Molto basso per una categoria prestigiosa e impegnativa. A consuntivo di quanto abbiamo potuto vedere in un intero girone di andata è stato anche fatto un lavoro eccellente.
Il mix tra giocatori di sicuro affidamento e giocatori ai quali non affideresti nemmeno la maglia della “Poggese” sembrava perfetto.
Il blocco di squadra appariva ben definito.
Quelli “forti” (e ce ne sono) titolari inamovibili… quelli “semi forti”, con un discreto curriculum sulle spalle, i cosiddetti “modesti operai del pallone”, subito a ruota per bilanciare questo mix… gli “inguardabili” in attesa di un posto al sole con la speranza di un avanzamento di “grado” strada facendo per poter annoverare, almeno qualcuno di loro, tra i nuovi miracoli sportivi della nostra piazza. (tipo Perrotta per intenderci).
Definito ciò pensavamo che Mister Asta, con tanta grinta e capacità tattiche, potesse mantenere stabile questo equilibrio. Da qualche settimana, soprattutto nelle gare casalinghe, notiamo una inspiegabile predisposizione a sbilanciare verso il basso gli equilibri già precari di questa squadra.
Gli “inguardabili” sembrano aver preso il sopravvento rispetto a quelli “forti” e non riusciamo a capire quale motivazione possa aver spinto Mister Asta ad auto-flagellarsi (e flagellare noi di conseguenza) in questa maniera.
La folle decisione odierna di schierare in unica soluzione il duo d’attacco Foggia-Barbuti, lasciando in panchina Tulli stava per risultare fatale.
Uno alla volta li riusciamo a metabolizzare e persino incoraggiare, tutti e due assieme manco per il cazzo, perdiamo il lume della ragione, usciamo fuori di senno.
L’umiltà ci appartiene ma noi che, nel nostro piccolo, qualche centravanti di livello lo abbiamo visto….riteniamo di non meritare a prescindere stillicidi così indecorosi.
Così come ci siamo abbondantemente rotti il cazzo di vedere ai margini di questa squadra Bacio Terracino, l’unico giocatore della rosa che conosce la parola “gol”… l’unico giocatore della rosa capace di non scambiare la porta avversaria per un insignificante accessorio del terreno di gioco… ‘unico giocatore che la porta la vede e la sente. Non sarà Insigne ma rappresenta il meglio che abbiamo a disposizione. E per salvarci IL MEGLIO DEVE GIOCARE, anche perché, numeri alla mano, ha la media gol/minuti giocati di Leo Messi… e per l’ennesima volta ci ha salvato il culo.
E’ evidente che il problema è SOLO ED ESCLUSIVAMENTE di carattere personale. Preferire chiunque di questa rosa a Bacio Terracino è un insulto a

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