Teramo – Albinoleffe = 0-0 – dal boato del Poggio alla noia del Bonolis

Siamo sfiniti… il Teramo di quest’anno logora l’anima, logora le menti e mette a dura prova una fede per il 1913 che nonostante tutto rimane incrollabile.
Talmente tanto intenso l’amore per questi colori che dello scempio “ammirato” dai nostri occhi… il cuore, forse per uno spirito di conservazione, continua a far finta di nulla e le presenze al Bonolis sono sempre al minimo sindacale, al cospetto di uno spettacolo indecoroso… a tratti vomitevole.
Anche oggi salutiamo il punto conquistato con una convinta standing ovation. Nulla di più era possibile fare… anche perché l’aspetto fortuna continua miseramente a voltarci le spalle. I ragazzi dal canto loro provano al fare il massimo… ed è proprio questo il VERO DRAMMA.
Andiamo avanti punto dopo punto con la speranza di uscire fuori dal pantano. Sul “come” ne usciremo è impossibile prevederlo.
Anche oggi pochissimi tiri in porta… gioco approssimativo… convinzione quasi nulla. Una deriva che non promette nulla di buono.
Le altre “pretendenti” alla retrocessione, tutte più forti di noi, continuano a fare punti pesanti e sembrano avere uomini e mezzi per un finale di campionato molto difficile. Noi invece…

Ma il vero report, di una giornata in agro-dolce, lo vogliamo regalare al secondo amore dei Vecchi Pivieri, la mitica Poggese. L’unica fonte di gioia di questa maledetta annata.
La mattinata inizia abbastanza presto.
Ospiti (si fa per dire) del suo vulcanico Presidente iniziamo con un semplice sdjiuno.
Panini con la porchetta, il cui porco era stato allevato direttamente nell’atelier di Yves Saint Laurent , mazzarelle teramane, preparate a loro volta in quello parigino della famiglia Gucci e fiumi di birra arrivati direttamente dalla Germania, con un volo charter, hanno accompagnato la sontuosa colazione.
Aggiungiamo per amor di verità che i panini con le mazzarelle erano razionati… si sarebbe capito solo in seguito il motivo di tanta e tale parsimonia.
Alle ore 13.00, con la tensione alle stelle per l’imminente gara della Poggese, contro una non ben definita squadra dei fossi aquilani, il nostro Presidentissimo affonda il colpo di giornata offrendo (si fa per dire) per un parterre di dieci persone ben trentotto porzioni di pasta e fagioli con le cotiche gelosamente custodite all’interno di una pinta di puro cristallo di Boemia con coperchio tempestato di Swarovski.
Servito su letto di piatti di plastica, per contenere i costi, raggiungiamo vette di goduria mai raggiunte. Sensazioni indescrivibili che ci costeranno molto ma molto caro.
Si termina il tour de force con un vassoio di zeppole, ripiene di zeppole (cit.), tantissima genziana e con l’inattesa quanto provocatoria presentazione del salatissimo conto da parte del Presidentissimo. Una tranvata, un calcio nelle palle…c ome sensazione dolorosa paragonabile solo al 4-2 di Fermo
Una doccia gelata per chi aveva riposto in quest’uomo saggio speranze di rivincita per un destino, dal dopo Savona, cinico e… “barò”.
Senza più soldi e con tanta amarezza nel cuore raggiungiamo il “Poggio Stadium”….senza gli accrediti promessi e superati i soliti problemi ai tornelli (la gara era un derby classificata dal GOS come critica) ci posizioniamo nel nostro settore di competenza e iniziamo a stappare le birre acquistate nel Bar del paese, anche queste a nostre spese con gli ultimi spicci rimasti.
(Per gli annali Ultras… segnaliamo la presenza a Poggio San Vittorino dei gemellati bergamaschi).
Tra un brindisi e l’altro ammiriamo le perfette geometrie di gioco di una Poggese in grande spolvero, guidata da un allenatore che tra un “vaffanculo” un “la fregna di memmete” e un “la palla aere bbone… puzza crepà” rivolto ai propri giocatori, motiva la truppa come il migliore degli Special One… comunque sia triangolazioni e tocchi di palla mai visti al Bonolis da due anni a questa parte.
Ci esaltiamo per il fulmineo uno-due che conduce al meritato doppio vantaggio grazie ad un centravanti di trentacinque ann

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