Teramo – Renate 1-1 – tutti a Sambamerda

La cosa più frustrante di quest’anno è che dopo ogni partita, contro chiunque, a parte le pochissime vinte, non sai se ridere o piangere.
Alla luce dei fatti… ogni sconfitta “ci poteva stare” e ogni pareggio “poteva andare peggio”
Anche contro il Renate, nonostante le diverse occasioni avute nel primo tempo e il vantaggio iniziale nel secondo… la sensazione rimane quella del punto guadagnato.
In casa è brutto dirlo, dovremmo essere incazzati come delle belve ma la realtà ci dice che pretendere di più risulterebbe ingeneroso nei confronti dei nostri ragazzi.
La grande rabbia comunque rimane ed è quella di non aver saputo gestire il vantaggio, di non aver avuto la forza di far terminare una partita subito dopo il gol di Bacio tra perdite di tempo, finti infortuni e “risse” da Bar… di non aver saputo nascondere fisicamente il pallone con il prezioso aiuto dei nostri “raccattapalle”, che sembrano essere gli unici in Italia a far sparire il pallone al Teramo sull’1 a 1 e non all’avversario sull’1 a 0 per noi… gli unici che anzichè seguire le fasi di gara a “recchie de lebbre” palleggiano tra loro con le spalle rivolte al campo di gioco, completamente avulsi dal contesto. Ma la colpa sia chiaro non è dei ragazzi che tali sono, ma di un Team Manager (o chi per lui) ignaro delle pur basilari regole di “sopravvivenza” applicate, con serena faccia da culo, dalla serie A fino all’insignificante campo sportivo di Cupello (tanto per indicare il punto più in basso del calcio… quello pane & salame).
Così, con questa poca attitudine al paraculismo, vincere la guerra potrebbe risultare ancora più difficile… se non impossibile.
Aspettare anche oggi con il cuore in gola il triplice fischio la dice tutta sull’ennesimo psicodramma che il Bonolis vive da inizio stagione.
Di positivo però c’è molto.
Il vantaggio sulle dirette concorrenti (Fano, Santarcangelo e Gubbio) aumenta, anche se di poco… e per una salvezza che si giocherà punto dopo punto non è poi una situazione da sottovalutare.
La squadra non è assolutamente morta… gioca, crea occasioni anche se non le concretizza. Il solito sanguinoso problema che non sarà certo possibile sanare a tre giornate dalla fine.
Salvezza, numeri alla mano, è più che probabile… l’ottimismo non deve e non può abbandonarci.
Stringersi attorno ai nostri ragazzi appare come l’unica strada da percorrere. Sanbenedetto è trasferta particolare per noi tifosi ma lo sarà anche e soprattutto per il nostro futuro.
Grado di difficoltà altissimo ma questa squadra ha dimostrato di giocare molto più a suo agio fuori dal Bonolis e contro le squadre di alta classifica. Padova ce lo ha insegnato. Nulla è impossibile ma i primi a crederci dobbiamo essere noi… noi che per questi colori viviamo.. noi che per questi colori diamo tutto di noi stessi.
Anni fa era la squadra che alimentava l’esodo… oggi non è più così. Gli attori in campo sono cambiati ma noi, sugli spalti, siamo sempre gli stessi. Con la stessa passione e con la stessa voglia di portare in alto i nostri colori.
In tanti amano riempirsi la bocca con la frase “IO C’ERO” nel ricordo della famosa squadra di MOTTA e di PEPE che seppe espugnare il Riviera regalando gol, gioia ed emozioni… ma in quel periodo era facile esserci… e non era certo indispensabile… ancor meno onorevole il “sacrificio” fatto.
Oggi invece l’IO C’ERO, gridato a pieni polmoni, è di vitale importanza e potrebbe essere molto più intenso.
Vincere non è impresa impossibile. Certamente le nostre difficoltà si amplificheranno, le merde nulla ci regaleranno, anzi faranno il massimo per affondarci definitivamete, ma è proprio per questo che Teramo ha l’obbligo di rispondere presente…
Conquistare la salvezza in casa loro rimarrebbe veramente scritto a caratteri cubitali nei nostri cuori. Proviamoci tutti assieme.

LA STORIA SIAMO NOI…
NESSUNO SI SENTA ESCLUSO…
TUTTI A SAMBAMERDA
FORZA MAGICO TERAMO
FORZA VECCHIO CUORE BIANCOROSSO

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