Fano – Teramo 0-0 – Un pubblico di categoria, Societá e squadra non all’altezza.

Mentre ci accingiamo a scrivere questo Report, giungono notizie di stampa sull’ennesimo capolavoro dei vertici societari del 1913. Il Capolavoro consisterebbe nell’ esonero di mister Palladini e il ritorno di mister Asta, il tutto ad una giornata dalla fine del campionato e un probabile e delicatissimo playout da giocare. (NdR: a distanza di 24 ore ci giunge l’ufficialità dell’affidamento della squadra al vice di Asta… a seguito del rifiuto del mister piemontese di tornare al timone).

Abbiamo l’ennesima dimostrazione che la leadership del Teramo1913 è “fuori controllo”, è del tutto incapace di assumersi la responsabilità dei propri errori, e continua a scaricare queste responsabilità sulle persone da lei stessa designate.
E continua a rivolgersi in modo irrispettoso nei confronti dei tifosi del Teramo 1913, suo principale asset.

Troveremmo meno imbarazzante per questa stoica tifoseria, che Luciano Campitelli dichiari di non essere più in grado di sostenere il professionismo. Trovi prima possibile, come ha sempre detto, “uno meglio di lui”, e saluti una piazza che, nel complesso, gli ha accordato un credito enorme e, tutto sommato rispetto. Credito non ripagato.

Ma andiamo alla partita, che al di là del risultato, ha un unico grande vincitore, il pubblico biancorosso, SEICENTO anime stoiche e appassionate, ampiamente all’altezza della categoria.
Teramo ha sempre risposto “presente” in certe occasioni, e noi siamo orgogliosi di questo orgoglio. Il nostro pubblico è sul pezzo nei momenti importanti e da passione e prova di se anche quando dall’altra parte c’è il nulla. Chapeau.

Squadra invece non all’altezza dell’unica missione e opzione disponibile a Fano: la vittoria.
Hanno sudato, certo, ma la sensazione dagli spalti è sempre quella di chi fa il compitino con il freno a mano tirato, di una incapacità generale e generalizzata di trovare quella risorsa in più, quella vena di follia e sana incoscienza che in taluni momenti possono fare la differenza. Non abbiamo subito tiri, è vero, ma non abbiamo nemmeno fatto un cazzo di tiro in porta!!!

La squadra, lo sappiamo, è stata costruita molto male ed aggiustata anche peggio a gennaio… scaricare colpe specifiche a questo o quel giocatore o modulo tattico costituisce una “guerra dei poveri” alla quale non prenderemo parte. Non ora.

Ora dipendiamo dagli altri.
E domenica bisogna vincere contro una corazzata costruita per vincere il campionato e in lotta per la seconda posizione.

Noi ci saremo sempre.

FORZA IL VECCHIO CUORE BIANCOROSSO

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