Teramo – Notaresco = 4-1 – Il santo e l’Arcobaleno… la nostra speranza..

Nella domenica che certifica il passaggio del turno di Coppa Italia, grazie alla vittoria del Rieti sul campo della Fermana, assistiamo alla penultima amichevole del vecchio Diavolo contro… non sappiamo bene chi.
L’unico dato certo è che affrontiamo un frutto del peccato, la triste risultante dell’ennesimo incesto calcistico generato dalla nostra Provincia.
L’acclarato fallimento di quei personaggi “locali” che per un misero posto al sole sarebbero capaci di vendersi anche un rene e di quei personaggi, sempre “locali”, che il posto al sole lo hanno già da almeno un lustro, ma che sono TOTALMENTE INCAPACI di creare sinergie vincenti… se non con la propria immagine riflessa.
Chiusa la doverosa premessa, sulla quale promettiamo di tornare a tempo debito, raccontiamo di una prestazione convincente del nuovo Teramo di Mister Zichella.
Le amichevoli sono pericolosamente fuorvianti ma al netto della evidente inconsistenza della squadra avversaria, composta per lo più da modesti operai del pallone, non possiamo che apprezzare la crescita, rispetto alle apparizioni precedenti, dell’intera rosa biancorossa.
Molta curiosità era riservata per i nuovi arrivati Fiordaliso e Proietti. Due giocatori che hanno dimostrato sul campo, già alla prima uscita, di essere elementi di assoluto valore e utilissimi alla causa.
Il campionato è alle porte, la giovane rosa biancorossa costruita con un budget estremamente limitato sembra avere un discreto equilibrio. Un mix di giocatori esperti e meno esperti che con il lavoro, l’impegno e la giusta dose di umiltà potrebbe regalarci una salvezza meno travagliata di quella dello scorso anno.
Le sensazioni sono positive. La qualità dei singoli appare decisamente superiore a quella degli ultimi campionati. Anche oggi abbiamo apprezzato una buona disposizione tattica con meccanismi abbastanza oliati.
In una gara che di più non poteva offrire, salutiamo il ritorno di Riccardo Barbuti. Un ragazzo in evidente ritardo di condizione ma che a nostro avviso merita di essere recuperato nel fisico e nella mente. Un bravo attaccante chiamato per l’ultima volta a dimostrare quel valore che a sprazzi, in due anni di permanenza, ha solo fatto intuire di avere. Confidiamo in lui, nella sua rabbia agonistica e nelle capacità motivazionali del nuovo allenatore.

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