URBI et ORBI

Non sappiamo se sia sfuggito al grosso della tifoseria ma ieri è stata la giornata URBI et ORBI.

Una sorta di iattura per tutti noi, un appuntamento irrinunciabile per chi, in maniera alquanto in opportuna ma con EGO SMISURATO e una voglia di telecamere pari al cazzo di Rocco Siffredi, comunica a Teramo e al MONDO che il “progetto SERIE D” per ripianare i conti è in piena fase di sviluppo e che i 385 abbonati hanno finanziato un progetto di autodistruzione.

Informa, dalla sedia papale, a reti unificate, che la città di Teramo non la merita la serie C… ma la D (??!!) appare come la giusta dimensione e soprattutto, puttanata delle puttanate, che nonostante la sua VOGLIA di mollare non trova nessuno disposto a rilevare la società.

Falso storico e grande bugia (una delle tante… forse la più grave), quando è chiaro a tutti (la città è piccola… la gente mormora) che è lui il primo a non voler mollare il TERAMO come da affermazioni pubbliche di chi era veramente intenzionato a portare in questa città un vero progetto di calcio importante e al passo con i tempi. Una intenzione umile, senza squilli di tromba, accompagnata da gesti più che concreti, non solo a parole come vigliaccamente si vuol far credere. Nessuno lo dice ma tant’è…

Questi teatrini sono veramente pietosi ed irrispettosi per una piazza che fa calcio da oltre un secolo con un buon numero di campionati importanti alle spalle. Ma che non è composta da coglioni con l’anello al naso.

Mentre a Monza, quartiere dormitorio di Milano, Galliani progetta il derby in appena due anni con Inter e Milan noi poveri mortali ci troviamo di fronte ai vaneggiamenti di chi continua a provocare le reazioni smodate di una tifoseria che meriterebbe il NOBEL per la Pace, dopo i noti accadimenti dell’estate del 2015.

L’estate del 2015… un dramma sportivo che paradossalmente nulla ha insegnato, nemmeno a chi di fatto ne dovrebbe aver subito le maggiori conseguenze sotto l’aspetto economico. Una disfatta e una fantasmagorica figura di merda nata proprio da quel maledetto vizio incontrollabile di dover apparire a favore di telecamere (televisive, di sicurezza o autostradali che siano) sempre e comunque, anche quanto un minimo sindacale di intelligenza imporrebbe il massimo della discrezione.

«Il primo grado della saggezza è sapere tacere; il secondo è saper parlare poco e moderarsi nel discorso…» diceva l’abate Dinouart… uno che di pallone non ci capiva un cazzo niente ma che tanto idiota nemmeno era e soprattutto non prendeva per culo la gente.

2 pensieri riguardo “URBI et ORBI

  • 3 ottobre 2018 in 11:45
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    Forse sarà come dite voi, ma se ci salviamo? …….io,fino alla fine sarò in curva a cantare( qualche volta..l’età non mi permette di esagerare….) e DOPO,se ci sarà da lamentarmi(…….) mi lamentero’ anche io

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  • 3 ottobre 2018 in 19:10
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    Le parole del presidente Campitelli sono di una chiarezza unica… Non lo poteva dire espressamente, ma ha fatto capire in maniera palese che quest’anno retrocederemo… Però non è corretto dire che la nostra categoria è la serie D, magari con qualche capatina in serie C, facendo addirittura il paragone col Pescara… Noi la B l’avevamo conquistata,sul campo, se lo ricordasse e rimembrasse la sua dabenaggine!!! La nostra categoria da sempre è stata la serie C, questo già sarebbe stato diverso e corretto come concetto. Saluti

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