Grazie Ragazzi!!!

Ci hai provato, te le sei giocata al massimo delle tue possibilità ma per vincere dovevi contare soprattutto sull’attacco, un reparto che per larga parte della stagione ha rappresentato il tuo tallone Achille. Quindi per cui l’operazione “conquistiamo catanzaro” era difficile in partenza, se non impossibile.
Giocavi in casa di una delle squadre piu’ importanti del girone una sconfitta non era da escludere a priori. Ciò non è stato.
Hai dignitosamente affrontato a testa altissima una squadra che pur avendo avuto diversi problemi durante l’anno si è dimostrata molto più solida.
Da parte nostra possiamo certamente vantare elementi di assoluto valore ma avendo avuto delle difficoltà croniche nel costruire un impianto di gioco collaudato, anche i più forti (vedi Bombagi e Mungo) la differenza da soli non la possono fare.
Li hai limitati con impegno e dedizione e con un maggiore peso specifico in attacco forse un golletto lo avresti fatto. Ma non è quello il punto. Ad oggi il campo ha sancito che non siamo in grado di competere con le prime. Andare avanti avrebbe rappresentato una soddisfazione ma oggettivamente, in tempo di covid, sarebbe stata una inutile quanto costosa vetrina.
Ma per chi vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, cioè noi, il dato oggettivo che l’anno sportivo appena trascorso ti ha portato un nuovo stadio (tralasciamo per il momento le problematiche burocratiche….imbarazzanti) e una nuova proprietà in grado di sviluppare un progetto a lungo termine.
Progetto che, tuttavia dovrá essere condito (come abbiamo giá avuto modo di osservare) da una vistosa operazione “simpatia” e un maggiore coinvolgimento della piazza, che serviranno a rafforzare il legame con la cittá.
Le difficoltà come quelle avute quest’anno sono parte di questo progetto, come di ogni impresa che si rispetti. Nulla è dovuto. Tutto è da conquistare col sudore della fronte. Anche sbagliando, cadendo e rialzandosi più incazzati di prima.
Le problematiche, per le quali una parte di tifoseria sembra strapparsi le vesti, vanno custodite gelosamente e incamerate come bagaglio di esperienza. E sicuramente il Presidente ne farà tesoro.
Vincere programmando e’ l’unica possibilità sostenibile per una piazza come la nostra ma non è facile. Ancor più difficile diventerà se quella parte opinione pubblica, scritta e televisiva, non tutta, solo quella intellettualmente disonesta mossa unicamente da antipatie personali, non la finirà di alimentare un clima perenne e subdola polemica. AVETE ROTTO IL CAZZO.
Se oggi vi trovate a commentare le gesta di una squadra professionistica è un vanto anche per voi e per le vostre testate. Dovete essere parte di questo progetto e preservarvi questo onore . Nessuno vi chiede di tacere, quello che chiediamo è che la smettiate di fracassare i coglioni con scoop tesi solo a mettere in risalto situazioni che dovrebbero al contrario interessare SOLO ED ESCLUSIVAMENTE la gestione amministrativa di una società professionistica.
Laddove le scelte non mettano in pericolo l’esistenza della Teramo calcio NON SONO CAZZI CHE RIGUARDANO LA TIFOSERIA. Se il buon Di Matteo o l’altrettanto bravissimo Tomei non ottengono la riconferma ribadiamo…….NON SONO CAZZI CHE INTERESSANO LA TIFOSERIA.
Adesso pensiamo al futuro. Un futuro si spera roseo e pieno di soddisfazioni che una parte di questa piazza, molto piccola per fortuna, deve ancora dimostrare di meritarsi.

FORZA VECCHIO CUORE BIANCOROSSO

Un pensiero riguardo “Grazie Ragazzi!!!

  • 4 Luglio 2020 in 21:44
    Permalink

    Si chiude un altro anno calcistico Teramano, anche questo singolare.

    Inaugurato con un elegante brindisi, tutti gasati come le bollicine che riempivano i calici, tra scampi e ostriche, si conclude con una bicicletta, due alici e nu piattucc di bumbulitt’.

    Il Teramo a Catanzaro riesce nell’impresa che si era prefisso: non fare un’azione da gol. Evita così di essere preso a pallettate e conquista un pareggino utile solo a riempire a metà il bicchiere lasciando la libertà di vederlo tutto pieno o tutto vuoto…e già, non mezzo e mezzo, ma tutto o niente, dentro o fuori, come il leit motiv dettato prima dal Verme e poi dall’Algido Presidente e scandito per tutta la stagione da due paroline: “bonifica” e “progetto”; parole che sembrano buttate lì, innocue, ma che invece, nella loro esclusione/inclusione, si sono rivelate infide e pericolose. Enormi responsabilità sono di chi ha gestito (?!) la Comunicazione della nuova società, l’operazione “simpatia”, auspicata dai Vecchi Pivieri, pare realmente ardua, ci vorrebbe un colpo di genio tipo quello di Lapo con il bob giamaicano alle Olimpiadi di Torino sponsorizzato FIAT, ma duva stà? Si è preferito invece un perdurante e colpevole silenzio contro tutti, dentro o fuori, dentro o fuori la bonifica, dentro o fuori al progetto. Io sono dentro o fuori?

    La “Bonifica”, lungi dal far tornare in mente agli avventurieri teramani gloriose serate alla ricerca dell’amor perduto, ha fatto sorgere, agli addetti in particolare, un atavico dubbio: ma anch’io devo essere bonificato? Io sono dentro o fuori? L’eroica impresa viene affidata al novello Gerarca Barbagli che, appena sbarcato a bordo del razzo Repentaglia IV sul misconosciuto territorio nemico, tenendo fede alla sua categorica volontà littoria, inizia a “bonificare” il rosso pianeta, bolscevico e traditor, per renderlo pronto ad ospitare una futura civiltà in tutto e per tutto fedele all’Algido. Ma non ha fatto i conti con i Mimimmi e….la storia ci racconterà come finì la corsa.

    Il “Progetto”, parola di per sé inclusiva ha assunto nel tempo un significato sempre più discriminatorio. Io sono dentro o fuori al progetto? Chi critica è dentro o fuori? La curva, il CBR, i Piotti…sono dentro o fuori al progetto? I ragazzi teramani che sognano di giocare col Teramo, sono dentro o fuori? Il Museo è dentro o fuori? Lo stadio è dentro il Teramo Calcio o è fuori, dentro Ismeedia? I giocatori stessi escono dal progetto in un batter d’ali di farfalla.
    Diceva qualcuno che ci capiva:
    Il progetto non è un mezzo, è un fine. Non si stabilisce una dittatura nell’intento di salvaguardare una bonifica; ma si fa una bonifica nell’intento di salvaguardare una dittatura.
    Forza Teramo

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *