Ci si stanca anche di rimanerci male

Che schifo. Che vergogna. Facciamo fatica ad aggiungere altro.
Il Teramo finisce qui.
Abbiamo motivo di credere che la squadra di inizio campionato non la rivedremo più. Forse perché quella squadra non è mai esistita, se non per una serie di situazioni favorevoli che hanno consentito ad una banda di acchiappagalline di sembrare una grande squadra.
Nel calcio a volte capita, come capita il contrario.
Sensazione di potenza miseramente scomparsa non appena il gioco si è cominciato a fare duro. Non appena il Girone C ha chiesto sostanza, forza e continuità  per rimanere nei piani alti.
Qualità a noi sconosciute. A questo punto torniamo mestamente nell’anonimato. Il posto che meritiamo. Il posto che meritano questi nostri “attori” paurosamente involuti quando è stato chiesto loro di spiccare il volo.

Delusione profonda. Non tanto per la meritatissima sconfitta, quanto per la prestazione vomitevole di una squadra molle ed impotente. Con diversi giocatori che sono apparsi conigli spauriti.
Osserviamo una squadra senza capo né coda. Senza gioco di attacco con un allenatore incapace di scuotere una rosa che ha mollato dopo il gol. Una squadra vera inizia il secondo tempo mordendo le caviglie degli avversari per cercare il pareggio. Invece nulla. Insipidi ed incolori fino alla fine. Nessun tiro in porta in novanta minuti, contro una Viterbese che mai aveva vinto in casa.

Indisponenti, sopravvalutati, incapaci della benche’ minima reazione.
Sopravvalutato anche l’allenatore che a nostro avviso dimostra tutti i limiti del suo noviziato.

Dal nostro punto di osservazione appare un’anatra zoppa, preso in mezzo tra una certa ragione di stato e il carisma di qualche pezzo da novanta che scende in campo….
Fantasie? Forse… ad ogni modo sta a lui smentire le nostre fantasticherie con i fatti, cacciando fuori le palle (anche se puo avere un duro prezzo). Il titolo di “manico”, quello vero, va guadagnato sul campo quando gira male, compá.

Comunque sia il campo rimane giudice supremo….e oggi ha definitivamente condannato la nostra squadra ad essere in quarta fascia.
Ne prendiamo atto ma almeno lasciateci la soddisfazione di mandarvi tutti a fare in culo……di vero cuore non tanto per la sconfitta quanto per la breve illusione.

3 pensieri riguardo “Ci si stanca anche di rimanerci male

  • 18 Gennaio 2021 in 7:44
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    Nella vita occorrono coerenza e serietà, qualità che non si evidenziano in questo strano report che sembra scritto da mani diverse dall’ultimo, a seguito del pareggio interno con l’Avellino. Non si può esaltare la qualità di una squadra tanto da assurgerla ad “un’orchestra”, ad una banda di “acchiappagalline” e del mister paragonato, prima, ad un novello Pepe Guardiola ed ora denigrato a sorta di incapace. Lo so, i tifosi malati come noi, si prestano a questi opposti pensieri e sentimenti ma è necessario mantenere, a volte, un profilo più coerente come dicevo. Questa squadra non era un fenomeno prima ma nemmeno una “cioffa” adesso. Secondo me è una via di mezzo che otterrà una tranquilla salvezza e non lascerà certo migliori ricordi di quelle, tanto denigrate, dell’ultimo Campitelli. È anche evidente l’attenzione della società che, a fronte dei mancati incassi e pubblicità causa covid, di ottenere più minutaggio possibile dagli under 2000. Questo è. “Li chiacchiere se li porte lu vent e li maccarune arbjiesce la panze”. Forza Teramo

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  • 18 Gennaio 2021 in 17:58
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    I giocatori c’earano ieri. Quindi Costa Ferreira dal ruolo folle di terzino destro andava riportato li’ davanti a comporre il trio dietro l’unica “punta”. Santoro il quale lo si sta snaturando in tutto e per tutto lo si e’ fatto giocare li’ davanti quando poteva tornare a giocare accanto ad Arrigori. Dulcis in fundo con l’assenza di Lasik, ma con l’adattamento di Diakite’ a terzino destro come spesso accaduto, lo stesso lo si schierava in quel ruolo. Viero? Un fantasma travestito da calciatore.

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  • 18 Gennaio 2021 in 18:13
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    Diceva il maestro Miyagi in Karate Kid: “Quando cammini su strada, se cammini su destra va bene. Se cammini su sinistra, va bene. Se cammini nel mezzo, prima o poi rimani schiacciato come grappolo d’uva“.
    I Vecchi Pivieri non corrono il rischio di essere ammostati, coerenti e precisi, sempre a destra o sempre a sinistra, mai nel mezzo. Report finalmente cazzuto, giocatori e allenatore “indisponenti e sopravvalutati”, ma che cazz! Eravamo terzi, vi avevamo messo ‘ngima al piedistallo! E mò? Ci avete illuso, colpa vostra che ci avete illuso (Sic!), andate a fare in culo! Voi e tutta la societ….ah aspetta, no, fermi tutti, la società “alla Iachini”, quella col verme dentro, nze tosc. Non si sfiora, non si nomina perché il Teramo Calcio deve essere come un’azienda, c’è il padrone che decide e il sotto che mette in pratica.
    I tifosi: clienti!
    I calciatori, l’allenatore: dipendenti!!!
    Ti dò 10, devi giocare per 10, ti dò 100 giochi per 100, addre che attaccamento alla maglia e passione.

    L’accoppiata Ghidella/Giugiaro alla fine degli anni ’80 decidevano e mettevano in pratica, la FIAT era la loro, di lì a poco lo tzunami Romiti sarebbe arrivato a spazzare via tutto, ma ancora si ragionava alla grande! Ci sono idee, c’è un grande progetto e arriva la FIAT UNO, uno dei più grandi successi planetari nel mondo automotive, milioni di macchine vendute, il rilancio del marchio, gli ingegneri e i meccanici partecipano allo sviluppo e contribuiscono significativamente alla riuscita del progetto stesso. Entusiasmo alle stelle. Bene, Bravi.
    Subito dopo però bisogna lanciare la FIAT anche in Brasile, a costi ridotti, anzi ridottissimi.
    Gli stessi ingegneri, un po’ spiazzati, guidati sempre da Ghidella/Giugiaro, ce la mettono tutta sfruttando le poche risorse messe a disposizione, da dipendenti, senza passione.
    Ed esce la DUNA.

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