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Il Report del Piviere 

Fermana vs Teramo 4-2

di Staff

chiu scur di mezzanotte...

PROLOGO
Se po fa chiu scur di mezzanotte? A Teramo si !!
Si, a Teramo si può fare più scuro di mezzanotte, e ieri sera è accaduto al Recchioni di Fermo. Chi c'era sa, chi c'era ha conosciuto lo sgomento, e difficilmente dimenticherà.

I TIFOSI
Questo è un Report difficile, maledettamente difficile. Ma cominciamo proprio dai tifosi, dal centinaio di teramani al seguito al Recchioni di Fermo. Una presenza di qualità e di tutto rispetto, considerando il sabato sera, l'orario, la finale del Festival di SanRemo, il freddo e, soprattutto la pessima posizione di classifica che vede il 1913 protagonista ormai da anni. (Dimenticate i tempi in cui si andava a Fermo in mille e cinquecento, duemila, con una vera squadra che comandava). Questi Teramani al seguito meritano rispetto perché rappresentano quel gruppo che direttamente o indirettamente ha tenuto in piedi la baracca.

LA SQUADRA E LA PARTITA
Alla fine del primo tempo ieri sera ci rallegravamo perché un due a zero in trasferta, dopo un primo tempo giocato nel modo giusto, non lo si ricordava. Le preoccupazione era quella di non fare la fine di Ravenna. Invece nel secondo tempo abbiamo assistito al più grande black out della storia del Vecchio Diavolo. Un black out non degno del Teramo 1913 e sul quale Palladini dovrà riflettere e lavorare molto. Fare i tecnici non è il nostro mestiere ma di partite del 1913 ne abbiamo viste a sufficienza per farci delle idee ben precise, e ci auguriamo che il mister inizi in fretta a vedere alcune cose tanto basilari quanto importanti.

E quelli in campo capiscano, perché sembra che non abbiano ancora ben capito, che la maglia che indossano è e deve essere un onore. Sotto deve battere un cuore. Se non è cosi hanno il dovere di dirlo, di togliersela, e di levarsi dalle palle alla velocità della luce. E sappiano che se un tempo un calciatore avversario avesse sbeffeggiato i tifosi del Teramo sarebbe stato preso a schiaffi dentro e fuori il campo.

(A proposito, bravo Victor Da Silva, hai avuto la tua rivincita, ad majora, sei rimasto il bimbominkia che abbiamo conosciuto, non andrai mai oltre questa categoria, goditi il tuo cazzo di momento di celebrità ma ricordati che è il Teramo1913 che te lo ha dato, non tu che te lo sei preso, asino !)

LA SOCIETA'
Ad ogni modo, non staremo qui a fare il giochino della colpa a tizio o a caio, sport che è andato troppo di moda ultimamente. Basta guardare la gestione tecnica del Teramo degli ultimi tre anni per rendersi conto che i problemi vengono dall'alto, scelte sbagliate, confusione di ruoli, incertezze sugli obiettivi di medio e lungo termine, eccessiva dipendenza da squadre limitrofe, rose costruite in modo approssimativo. Diamo atto a questa società di essere stata protagonista di una gestione eccellente e trionfale nelle categorie dilettantistiche, ma prendiamo anche atto di una gestione nelle categorie professionistiche non all'altezza dei veri tifosi del Teramo1913 (ci piace distinguere tra "veri" e "pseudo" tifosi, dove gli pseudo sono quelli che ieri erano pronti ad intitolare una piazza cittadina al loro eroe, e che oggi sono desaparecidos, nascosti nei social o concentratissimi sulle vicende della serie A, sempre molto lontani dall'erba su cui scende il Teramo). Basta intuire ed immaginare come ormai ci guardano dall'esterno per capire che è necessaria una svolta virtuosa - basta questa sfiga che sembra essersi attaccata a noi come una cazzo di cozza di scoglio - che rimetta le cose a posto.

Lunedi scorso il Presidente Campitelli ha lanciato a mezzo stampa un messaggio che ha scoraggiato molto buona parte della piazza (non osiamo immaginare con quale impatto sulle motivazioni dei suoi calciatori...). Percepiamo stanchezza da parte sua. Ci può stare dopo tanti anni. Non accampi però scuse, non è uno striscione di contestazione che fa saltare progetti annunciati a mezzo stampa o propositi conclamati, sempre a mezzo stampa. La verità vera, lo ripetiamo un'altra volta, è che si è persa la quadra. E noi esigiamo verità e rispetto. Se non se la sente più perché non trova più la quadra, ci può stare, ed è bene che lasci. Ma rispediamo al mittente il discorso "liquidazione fallimentare". Come da lui stesso dichiarato, nel caso voglia cedere, auspichiamo che ceda in mani sicure per Teramo, e non prima di allora. Riteniamo che la terza serie sia un simbolo importante rimasto alla nostra città martoriata, che quindi va difesa con le unghie.

LA BATTAGLIA
Il principale fatto è che, malgrado si sia fatto più scuro di mezzanotte, fuori c'è ora una dura battaglia da combattere che si chiama "mantenimento della serie C". Nessuno può sottrarsi. Le battaglie si possono perdere ma vanno combattute insieme, compatti, non saranno più tollerati scempi come il secondo tempo di Fermo!
Noi non concepiamo la resa senza lotta, e pretendiamo che sia cosi per tutti nell'ambiente 1913 dal Presidente al magazziniere, passando per quelli che vanno in campo.
Detto questo, il minimo che possiamo aspettarci è il riscatto dell'orgoglio e della dignità perduta nel difficilissimo campo di Salò...

FORZA MAGICO TERAMO
FORZA VECCHIO CUORE BIANCOROSSO


gli ultimi messaggi dal muro...
di Strömberg il 22/02/2018 alle 13:25:38    
Dopo che è riuscito a iscriversi con 18 milioni di euro sul groppone non mi meraviglia più niente, anzi secondo me si salverà senza troppi patemi. Forse qualche paladino del cosiddetto calcio pulito può darci la sua opinione in merito...
 
di Staff il 21/02/2018 alle 21:06:41    
Scheda semiseria dell'arbitro della gara ALESSIO CLERICO di TORINO di Osservatore Ciabot per la gara con il Bassano Ancora un 1° anno per i biancorossi. Sarà infatti Alessio Clerico della Sez. di Torino a dirigere la gara tra Teramo e Bassano. Dopo il disastroso arbitraggio di Donda, ci auguriamo che il giovane piemontese si dimostri all’altezza. Siamo stufi di fare da palestra… per noi la categoria non è un gioco! Che il Palazzo lo capisca bene! O urleremo più forte! Solo 8 gare al suo attivo con 3 vittorie dei locali, 2 pareggi e 3 vittorie degli ospiti. Gli amici lo chiamano simpaticamente “Ciabot” dal nome del famoso Barolo della omonima Cantina Clerico, di cui pare sia socio azionario. Curiosità è che da noi “Ciabot” vuol dire grassottello, ma la parola viene anche usata per esternare una situazione di rottura di palle (c’abbott). Pare, ma non si ha documentazione certa, che sia nipote del famoso Jacky Clerico, oramai scomparso patron del Moulin Rouge di Parigi. Respect Da un punto di vista disciplinare sono 30 le ammonizioni (media 3,75 a gara) e nessuna espulsione. Solo 1 rigore concesso. Nessun precedente con le due squadre.
 

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