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Scheda semiseria dell'arbitro della gara 

NICOLA DONDA di Cormons

di Osservatore

Il Tacchino per la gara di Salo

Sarà il 1° anno Nicola Donda della Sezione di Cormons a dirigere Feralpi Salò vs Teramo.
Ennesima gara importante, ennesimo arbitro alle prime armi. Tuttavia confidiamo sulla voglia di far bene di questo ragazzo.

Al suo attivo solo 5 gare con 2 vittorie dei locali, 2 pareggi ed 1 vittoria degli ospiti.

Il giovane arbitro friulano è soprannominato simpaticamente “Tacchino”. Molto probabilmente per la famosa gaffe di Bruno Pizzul, suo concittadino ed ex calciatore della Cormonese, quando disse “..e Mister Trap prende appunti sul suo tacchino”.
I più maligni dicono perché sia un grande tombeur de femmes... pare inoltre che la sua carriera sia stata facilitata dalla (incerta) parentela con la bella “ministra” argentina Victoria Donda...

Da un punto di vista disciplinare sono 15 le ammonizioni (media di 3 a gara) e nessuna espulsione.

Solo 1 rigore concesso.
Nessun precedente con le 2 squadre.


gli ultimi messaggi dal muro...
di Staff il 28/05/2018 alle 20:36:29    
Riproponiamo un nostro vecchio pezzo (7 maggio 2014), un pallino sempre più che attuale. A distanza di anni vale la pena intavolare una riflessione seria su quanto abbia beneficiato al Teramo 1913, ma soprattutto alla città, dismettere un impianto leggendario, oltre che "caro" ai suoi cittadini. Se il calcio deve essere business, allora che l'alternativa al nostro Vecchio Comunale rechi vantaggio al 1913!! Questo è un discorso impersonale, che prescinde dalle figure che avranno nel futuro l'onore e l'onere di condurre il Vecchio Diavolo! Il Vecchio Stadio Comunale... sette pensieri a voce alta. di v.b. Arrivano gli Stukas ragazzi Arrivano gli Stukas ragazzi .... Erano i primi anni ottanta, ero un bambino o un ragazzetto, e questa è uno dei pezzi che venivano trasmessi dagli altoparlanti dello Stadio Comunale prima che il Teramo giocasse. Me la canticchiavo arrivando da Circonvallazione Spalato, e mi sembrava quasi di vederli volteggiare sullo stadio questi terribili bombardieri, pronti a colpire i malcapitati avversari del nostro Teramo…. Il nostro buon Comunale... Quanti ricordi, quante partite, quanta gioia e quante sofferenze! Cuore pulsante nella città. Parte del paesaggio. Coreografia vivente. I detrattori lo definivano pollaio, stadio indegno, non a norma, ecc. ecc. Tipicamente diceva così chi al Comunale prendeva delle scoppole sonore. A molti teramani è sempre piaciuto il Comunale, che ora si chiama “Vecchio”. Aveva i sui difetti ma anche molti pregi. Il manto non era una tavola da biliardo, vero, ma odorava di erba. La logistica non era facile, ma ognuno aveva il suo spicchio di gradone e ci stava bene. Non era a norma secondo gli standard bla bla, ma era divertente. Le squadre avversarie poi, capivano subito l'antifona.... si mettevano il cuore in pace sin dal riscaldamento. Capivano che li dentro avrebbero "sputato il sangue" per 90 minuti. Per non parlare poi dei 45 minuti da incubo che spettavano al portiere avversario sotto la Est.... Rumba incessante dietro le chiappe, condizionamento e stregoneria collettiva. Sbucia Santò !! disse la Est .... e Santoni sbuciò. Quale altro stadio ci farà mai più vedere il collasso nervoso del malcapitato Zunica di turno? (Oh Zuni' Zunì, mojet fa li….) E poi, che giocatori abbiamo visto al Comunale ! Gente tosta ma anche brocchi tristi… ma questo è forse un capitolo da aprire un'altra volta. La curva Est del nostro Comunale ha prodotto coreografie che ci hanno "rubato l'anima". Quadri indimenticabili, sinceri atti d’amore per il Teramo e per Teramo. Non sarebbe stato lo stesso altrove. In molti abbiamo amato il Comunale e in molti lo amiamo ancora. E non solo per becera nostalgia. Bene, ora basta con il nostalgico revival. Guardiamo la realtà. Da un pò di anni abbiamo il "nuovo" stadio. Conosciamo la vicenda, non ci torniamo. Il "nuovo" di positivo ha il nome dell'indimenticato dott. Gaetano Bonolis.... per il resto, a mio personale giudizio, lascia ben poco. Il disagio, la nota stonata, sono in molti a non scrollarseli di dosso quando si è nel "nuovo". Eppure col tempo ci si abitua a tutto, dicono. Il “nuovo” non ti fa giocare assieme al Vecchio Diavolo. Ti fa essere spettatore. Non profuma di erba, l’erba è fuori moda. Ti fa diventare un tecnico esperto. Pensare che, e daje e daje, ha permesso persino ad un paio di Pivieri che conosco di capire la differenza tra un 3-5-2 e un 4-3-3... Ma fa lu serie, e che vuliv continuà nghe lu stadie de prima? mi sono spesso sentito dire. E io ho sempre pensato: si, certo, con la volontà, con le opportune modifiche, ecc. ecc. .... si, si poteva, perché no? Si dirà che i tempi sono cambiati, che il calcio è cambiato, ora è un'altra cosa, c'e' il business e bisogna guardare avanti. Oggi si fanno centri commerciali e possibilmente accanto ai centri commerciali si costruiscono gli stadi. Bene, ma allora guardiamo i fatti. Facciamoci due domande. Ne ha guadagnato la comunità? E’ aumentata l'utilità collettiva? Ne guadagna la Teramo calcio? Ha favorito una maggiore partecipazione, un maggiore afflusso? Vale 240000 euro l'anno? I costi presenti e futuri permetteranno di affrontare stagioni dignitose? E cosa ne sarà del Vecchio Comunale, quello dove arrivavano gli Stukas ragazzi, e per cui in tanti hanno firmato per dire 'Nz tocc? Speriamo che "chi di dovere" dia delle risposte serie a questi pensieri a voce alta. Possibilmente dopo il 25 maggio, perché delle prese per i fondelli non sappiamo più che farcene. Se non ci saranno risposte dignitose e concrete, allora, come diceva l’altoparlante: Amico mio scappa via, scappa via. Dimmi chi, dimmi chi ci aiuterà. Dimmi chi ci salverà domani E non c'e' nessun posto dove andar Nessun posto dove stare insieme io e te.
 
di Staff il 12/05/2018 alle 22:54:55    
Il Report del Piviere SIAMO SALVI di Staff ora però BASHTA Bene, siamo salvi, abbiamo conservato la serie C, patrimonio cittadino. Per la prima volta nella storia, una decisione di un organo di giustizia sportiva non ha preso a calci in culo il Teramo1913. Questa cosa ci meraviglia, ma in realtà l'organo in questione ha semplicemente fatto il proprio dovere: far applicare i regolamenti. Evidentemente avere il Santarcangelo e non l'Ascoli Picchio come parte avversa deve avere aiutato. Passata la soddisfazione per questa notizia, prendiamo il mantenimento della categoria come come spunto per un paio di riflessioni. Ribadiamolo ancora una volta: la serie C è un asset prezioso ed importantissimo per questa città, un simbolo di mancata resa, una conquista meritata da buona parte della tifoseria teramana che ha cercato di tenersela stretta come ha potuto. Categoria meritata da parte dei tifosi. Fin qui tutto chiaro. I problemi sorgono nel momento in cui guardiamo il verdetto del campo. Qui constatiamo che il Teramo1913 è stata la squadra più scarsa del girone B. Siamo tutti concordi nel ritenere che se il Teramo avesse incrociato sul campo il Vicenza "fallito", avrebbe avuto elevatissime probabilità di retrocedere. Raramente ci è capitato di vedere una squadra cosi vuota di contenuti morali. Raramente ci era capitato di vedere gli attaccanti biancorossi totalmente a secco (abbiamo statistiche e confronti impietosi con il passato... ma non vogliamo evidentemente infierire). E purtroppo, questa non è stata un'annata isolata, di quelle nate storte ecc. ecc. No, questa è stata la brutta copia, se possibile, della pessima stagione dello scorso anno, quella dell'incubo nei play out del salvataggio di Caidi sulla linea contro il Real Madr... il Lumezzane.... E se permettete... il tifoso guarda le partite sul campo, soffre con la squadra in campo, guarda i gesti tecnici, i tiri, la grinta, la cattiveria le corse in campo. Il tifoso non guarda se la Società paga gli stipendi (ovviamente il tifoso è contento se la Società paga regolarmente gli stipendi ai suoi dipendenti, ma non è questo che alimenta la sua passione). E sul campo abbiamo visto il NULLA. Ora, se pensate che qui ci metteremo a colpevolizzare il portiere Z, l'attaccante X o il centrocampista Y, vi sbagliate di grosso. Ovviamente ci hanno fatto bestemmiare. E pure di brutto. Ma le responsabilità vanno date a chi compete nella catena di comando. Quindi alla Società, che senza imparare nulla dal passato riguardo a Ds, allenatori e calciatori, ha fatto anche peggio dell'anno precedente. E a Teramo la Società è Luciano Campitelli. A noi fa piacere che si presenti in uno studio televisivo di una TV locale con la felpa del Teramo con orgoglio. È anche giusto che si attribuisca i meriti della salvezza per aver pagato regolarmente gli stipendi (cosa che il Santarcangelo non ha fatto... la normalità e fare il proprio dovere sono diventati in questo calcio e in questo paese meriti da sbandierare). Ma è del tutto inaccettabile la mancanza di una vera seria autocritica per un triennio calcistico da incubo che ha spaccato, logorato ed esasperato una tifoseria sin troppo benevola e comprensiva. Sempre nello studio televisivo della TV locale, dinanzi ad un presentatore gongolante, il Presidente Campitelli è stato vago sul futuro, dando ad intendere che in sostanza vorrebbe condividere la gestione del 1913 con altri imprenditori, "pochi ma buoni". Ci sono? Dove sono? Chi sono? Praticamente il nulla... Ennesima mezza presa per il culo. Beh, noi qui ci siamo rotti. Riconosciamo a Campitelli di avere fatto un ottimo lavoro nei Dilettanti (grazie per questo), ma l'incapacità di fare altrettanto nei professionisti è sotto gli occhi di tutti (almeno di chi vuol vedere). Francamente non ne possiamo più di essere la Bad Company del Pescara. Riteniamo che un ciclo sia arrivato, per ovvi motivi, al capolinea. Piuttosto che fare chiacchiere sterili in TV, Campitelli dovrebbe adoperarsi concretamente per cedere la Società "a chi è meglio di lui", come sostiene da anni. Per una volta faccia quello che ha detto!! Per inciso, a noi farebbe stare molto male dover ripartire da Pianella: non stiamo qua a fare i fenomeni, sarebbe uno scenario molto duro da digerire, ma siamo disposti ancora a mangiare questa merda se può servire al Teramo 1913 per ritrovare una logica, una dignità, obiettivi, stimoli, motivazioni, unità di intenti, senso di appartenenza e ambiente compattato. Siccome prevediamo che per il 18/19 il solito Campitelli sarà sempre li, a proporre il suo One Man Show e le sue stagioni da incubo per i tifosi (ma sempre acclamato dalla sua claque), lo diciamo molto chiaramente: CON NOI, CREDITO FINITO. BASHTA!!!!
 

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